1.     ..molto, molto importante per noi nutrire un amore profondo per Maria. Poiché fu Lei che insegnò a Gesù a camminare, a pregare, a lavarsi, a compiere tutti quei piccoli atti che rendono così bella la vita umana. Deve aver fatto senz'altro tutte queste cose. E anche adesso... sarà sempre disposta ad aiutarci, ad insegnarci come essere una cosa sola con Gesù, come amare Lui soltanto, come toccarlo e vederlo, come servirlo mentre si cela' dietro la maschera della sofferenza.

2.     Maria fu una vera missionaria perché non ebbe paura di essere l'ancella del Signore. Si affrettò a tra­sformare la sua splendida umiltà in un vivente atto di amore, a compiere per Elisabetta il lavoro di una ser­va. Noi sappiamo cosa produsse questa umiltà nel bimbo che ancora doveva nascere: « Egli esultò di gio­ia nel grembo di sua madre »; il primo essere umano a riconoscere la venuta del Cristo; e in conseguenza la Madre del Signore cantò con gioia, gratitudine e spi­rito di lode l'inno del Magnificat.

3.         La grandezza di Maria sta nella sua umiltà. Nes­suna meraviglia che Gesù, il quale visse in così stretto contatto con Lei, sembrasse ansioso che noi imparas­simo da Lui e da Lei una lezione solamente: ad essere miti e umili di cuore.

4.     Nessuno meglio di Maria apprese la lezione del­l'umiltà. Ella era l'ancella del Signore, si era svuotata completamente di se stessa e Dio l'aveva riempita del­la sua Grazia. « Piena di grazia » significa piena di Dio. Un'ancella è a disposizione di qualcuno, si lascia usare ubbidendo alla volontà di qualcuno, in piena fi­ducia e gioia, e appartiene a questo qualcuno senza riserve. Questo è anche uno dei principali scopi che animano lo spirito della nostra congregazione. Un totale abbandono: un essere a disposizione di Dio, per venire usate come piace a Lui, per essere le sue ancelle, per appartenergli.

5.     Ci insegnerà la sua umiltà: anche se piena di gra­zia... e tuttavia solamente l'ancella del Signore; anche se madre di Dio... tuttavia serve come ancella nella casa di Elisabetta; anche se concepita Immacolata, in­contra Gesù umiliato sotto il peso della croce e accan­to alla croce rimane come uno di noi, quasi fosse un peccatore che avesse bisogno di redenzione.
A somiglianza di Lei: quanto maggiori sono le gra­zie che abbiamo ricevuto, più grande e più delicato sia l'amore con cui tocchiamo i lebbrosi, i morenti, gli ab­bandonati, i rifiutati.
A somiglianza di Lei: accettiamo la croce in qua­lunque modo ci venga.
Umiltà del cuore di Maria, riempi il mio cuore. In­segnami come hai insegnato a Gesù ad essere mite e umile di cuore e a glorificare così il Padre che è nei cieli.

6.     Chiediamo a Maria di rendere i nostri cuori « miti e umili » come fu quello del suo Figlio. Fu mediante lei e in lei che si formò il cuore di Gesù.

7.     Quanto abbiamo da imparare dalla Madonna! Era così umile perché era tutta votata a Dio. Era pie­na di grazia e si servì di questo potere eccezionale che era dentro di lei: la grazia di Dio.

8.     Guardate come la Madonna ubbidì all'angelo: « Si faccia di me secondo la tua parola ». Quale parola? Quella dell'angelo... poiché in quel momento aveva preso il posto di Dio. Era stato mandato a lei da Dio. Lei, la regina del cielo, obbedisce all'angelo. Guarda­te anche come obbedì a Giuseppe, con quanto amore e sottomissione, senza avanzare alcuna giustificazione. Per Lei San Giuseppe rappresentava « Lui » di cui egli aveva preso il posto.

9.     La Madonna era piena di Dio perché viveva sol­tanto per Dio, eppure si considerava soltanto la serva del Signore. Facciamo anche noi così.

10.   Nel Vangelo leggiamo che Dio amò talmente il mondo da donargli il Figlio suo. Lo diede a una gio­vane donna, semplice, comune. Era l'essere umano più puro, più santo. E Lei nell'accoglierlo - ben sa­pendo chi era - disse: «Ti sono sottomessa. Si faccia di me secondo la tua parola». Qual era la parola? « Essere la madre di Gesù.» Ecco perché dico sempre: nessuno al mondo avrebbe potuto essere un sacerdote migliore di Maria, la purissima. Tuttavia ella preferì rimanere soltanto la serva del Signore. Gesù non la ordinò per il ministero sacerdotale.

11   Durante questo tempo di grazia, chiediamo, in modo speciale, alla Madonna di insegnarci il suo si­lenzio, la sua dolcezza, la sua umiltà. Silenzio di Maria parlami, insegnami come posso imparare, con te e come te, a tenere tutte queste cose dentro il mio cuore, proprio come tu hai fatto; inse­gnami a non ribattere quando vengo accusata o rim­proverata, a pregare sempre nel silenzio del mio cuo­re come hai fatto tu.

12 Chiediamo alla Madonna di stare con Lei, chie­diamole di donarci il suo cuore così bello, così puro, così immacolato... il suo cuore così pieno d'amore e di umiltà, in modo che possiamo accogliere Gesù come pane di vita e possiamo amarlo come lei lo ha amato e servirlo, mentre si nasconde nella figura sofferente del povero.

13 Abbiamo tutti cercato, in un modo o nell'altro, di essere vera gioia per Maria, Nostra Signora. Quanto spesso, durante la giornata, l'abbiamo invocata, chia­mandola « causa della nostra letizia », poiché la gioia di suo figlio è la nostra forza. Promettiamo di fare della nostra comunità un'altra Betlemme, un'altra Nazaret. Amiamoci l'un l'altro come amiamo Gesù. Nella casa di Nazaret c'erano amore, unità, preghie­ra, sacrificio e dura fatica; e soprattutto vi erano una profonda comprensione, stima reciproca e sollecitudi­ne l'un per l'altro.

14 Ci è indispensabile una profonda vita di preghie­ra per poter amare come Lui ama ciascuno di noi. Dobbiamo chiedere a Maria: « Cara Madre, insegna­mi ad amare, preparami per questo ». Non basta en­trare nel sacerdozio, o divenire fratello o religiosa. Non è abbastanza; è indispensabile diventare sempre più umili come Maria e santi come Gesù. Magari fossimo umili come Maria, potremmo diventare santi come Gesù! Ecco tutto: santi come il Signore.

15 Poiché Dio ama il mondo, ha mandato il Figlio suo. Ora egli manda te per essere la sua Parola, e questa Parola deve prendere corpo nel cuore della gente. Ecco perché abbiamo bisogno della Madonna; quando la Parola di Dio venne in Lei, divenne carne dentro di Lei ed Ella la donò agli altri. Tu devi fare lo stesso. La Parola di Dio è venuta dentro dite, è di­ventata carne dentro di te e tu devi essere in grado di donare questo amore.

16 Maria, nel mistero della Annunciazione e della Visitazione, rappresenta il vero modello di come do­vreste vivere, poiché innanzi tutto ha accolto Gesù nella sua vita, poi si è recata con sollecitudine a darne l'annuncio alla cugina Elisabetta; quel che aveva rice­vuto lo doveva donare di nuovo. Dovete essere come Lei, donare con prontezza subito la Parola che avete ricevuto nella meditazione. In ciascuna comunione Gesù la Parola diventa incarnato nella nostra vita, uno speciale delicato dono di Dio; perché te e non un altro è chiamato ad essere fratello della Parola, non lo so, però devi proteggere con molta cura questo dono, perché Lui è la Parola che si vuole incarnare in te, in ciascuno di voi e in quelli che vi seguiranno.

17 Gesù vuole che noi siamo santi come il Padre suo. Possiamo diventare grandissimi santi se solo lo vo­gliamo. La santità non è un lusso di pochi, ma un semplice dovere anche per te e per me.

18  Mentre ci prepariamo alla venuta dello Spirito Santo, prego per voi perché lo Spirito Santo possa riempirvi con la sua purezza, cosicché possiate vedere il volto di Dio in ciascuno di voi vicendevolmente e nei volti dei poveri che servite. Chiedo che lo Spirito Santo vi liberi da tutte le impurità - del corpo, del­l'anima, della mente, della volontà e del cuore - co­sicché ciascuno di voi diventi il tabernacolo vivente dell'Altissimo e diventi anche portatore dell'amore di Dio e della sua misericordia. Chiedete allo Spirito Santo che faccia di voi dei peccatori senza peccato.

19.    Faremo di questo anno, un anno particolare di pace. Per essere in grado di realizzare questo, parle­remo molto a Dio e con Dio e meno con gli uomini e agli uomini. Predichiamo la pace di Cristo come Lui ha fatto; Egli è andato in giro facendo il bene; non smise mai la sua opera di carità perché i farisei e altri lo odiavano o cercavano di distruggere l'opera del Pa­dre. Egli continuava a fare il bene. Il cardinale New­man scriveva: « Aiutami a diffondere la tua fragranza ovunque vado, fammi predicare te senza predicare, non con le parole ma con l'esempio ».

20.    Le nostre vite, per essere ricche di frutti, devono essere piene di Cristo; per essere in grado di portare la pace, la gioia e l'amore dobbiamo averli dentro di noi, poiché non possiamo dare quello che non abbia­mo... essere dei ciechi che conducono degli altri ciechi. I poveri che vivono negli slums

21.    Se date alla gente un Cristo spezzato, un Cristo zoppo, storpio e deformato da voi, a loro non resterà che quell'immagine. Se volete che essi lo amino, devo­no innanzitutto conoscerlo. Perciò, date prima di tutto alle vostre Sorelle un Cristo intero, e poi datelo alla gente degli s/ums. un Cristo pieno di zelo, d'amore, di gioia, splendente come il sole. Mi avvicino a questo obiettivo? O sono una luce oscura, una luce falsa, una lampadina senza fili, attraverso cui non passa la corrente, che non emana luminosità? Mettete il vostro cuore in condizione di essere una luce radiosa. Dite a Cristo: « Aiutami a diffondere la tua fragranza ovun­que vado ». Il nostro stesso nome esemplifica questa regola di vita. Sorelle degli slums, portatrici dell'amo­re di Cristo,

22.    Negli slums le Sorelle dovrebbero trovare un luo­go dove riunire i bimbi della strada, chiunque siano. La loro prima preoccupazione sia quella di ripulirli, rifocillarli e soltanto in un secondo tempo insegnar lo­ro un poco a leggere e anche a scrivere. La religione deve venir proposta loro in modo semplice, interes­sante e attraente. Qualunque cosa insegnino le Sorel­le, innanzitutto deve essere un argomento che li possa divertire e nel contempo istruire.

23.    Le Sorelle conducano i bimbi a Messa. E la mi­glior cosa che potete dar loro. Se state seguendo un bambino fate questo e Dio nella sua infinita miseri­cordia darà a quell'anima grazia e luce per tutta la fatica e la pena che vi date. Non perdete mai di vista la misericordia di Dio. Datevi da fare perché i bambi­ni amino la Messa, comprendano il significato della Messa, partecipino ad essa con preghiere semplici e canti. Fate attenzione all'atteggiamento che tenete mentre vi occupate dei bambini durante la Messa. Non rimproverateli ad alta voce. Tenete sempre le mani giunte. Unitevi alle preghiere e ai canti. I bam­bini faranno esattamente quel che fate voi.

24.    Nelle loro visite le Sorelle incoraggino una vera devozione al Sacro Cuore e alla pratica del Rosario. Dovrebbero persuadere le famiglie cattoliche a consa­crarsi al Sacro Cuore e al Cuore Immacolato di Ma­ria. Dobbiamo fare tutto il possibile per tenere unite le famiglie, ricordando che « la famiglia che prega as­sieme sta assieme ». Ci sono tante case divise... la mo­glie qui, il marito là. Insegnate loro che non si può trovare la felicità senza pregare. Anche quando si è vecchi non si può mai essere al sicuro dalle tentazioni.

25.    In tutto il mondo c e una terribile angoscia, una terribile fame di amore. Portiamo, quindi, la preghie­ra nelle nostre famiglie, portiamola ai nostri bambini. Insegniamo loro a pregare. Poiché un bimbo che pre­ga è un bimbo felice. Una famiglia che prega è una famiglia unita. Sentiamo dire di tante famiglie che so­no spezzate... e allora, esaminiamone le ragioni: per­ché si sono frantumate? Penso che sia perché non pre­gano mai assieme. Non si pongono mai insieme in preghiera dinanzi al Signore.

26.    Quando visiterete le famiglie, vi imbatterete in molta miseria. A volte troverete un piccino che sta a guardare un genitore che muore o che terrà stretta contro di sé la testa di un genitore morto. E in quel momento che dovete far forza su tutta la vostra ener­gia per aiutare quel bimbo nel dolore. Una volta furo­no trovati due bambini accanto al cadavere del loro padre, che era morto da due giorni. Grazie a Dio, ar­rivarono le Sorelle, soccorsero quei poveri bambini e diedero una dignitosa sepoltura al padre.

27.    Il nostro vescovo ci ha permesso di battezzare gli agonizzanti. Il « Nirmal Hriday », la casa dei mori­bondi a Calcutta, è soltanto un mezzo. Se servisse sol­tanto a lavare e pulire, oggi sarebbe chiuso. Ma per le occasioni che offre di arrivare alle anime, diviene molto importante. Nel « Nirinal Hriday » compren­diamo meglio il valore dell'anima.

28. Tempo addietro, raccolsi un uomo dalla strada, coperto di sudiciume e di vermi. Praticamente era mangiato vivo. L'unica parte del corpo libera da tutto questo era il viso. I vermi gli strisciavano lungo tutto il corpo. Lo raccolsi e lo portai a casa. E allora egli mi disse: « Ho vissuto per la strada come un animale. Ora sto per morire come un angelo, amato e curato ». Ci occorsero tre ore per ripulirlo, per togliere tutta quella roba dal suo corpo. Poi mi disse: « Sorella, sto per andare da Dio ». E morì. Veramente, ritornava a Dio con un bellissimo sorriso sul volto. Mai mi occor­se di vedere un sorriso tanto bello! Quell'uomo aveva vissuto come un animale nella strada, mangiato vivo dai vermi. Tuttavia, aveva avuto coraggio. Aveva sa­puto guardare avanti. C'era pace e gioia sul suo viso perché qualcuno lo aveva amato, qualcuno lo aveva accettato, qualcuno lo aveva aiutato a morire in pace con Dio.

29.    Recentemente, un uomo brasiliano importante, con una posizione di rilievo, mi scrisse che aveva per­so la fede in Dio e negli uomini. Aveva abbandonato la sua posizione e tutto il resto e desiderava soltanto suicidarsi. Un giorno però, mentre passava accanto a un negozio, il suo sguardo cadde improvvisamente su una televisione che stava esposta in vetrina. Sul video si stava svolgendo una ripresa nella casa dei moribon­di, le Sorelle assistevano i malati e i morenti. Mi scrisse che dopo aver visto quella scena si era inginoc­chiato a pregare per la prima volta dopo tanti anni. Ora aveva deciso di ritornare a Dio e di aver fiducia nell'umanità poiché aveva veduto che Dio ama il mondo.

30.    Il fatto che Dio ha posto una certa anima sul vo­stro cammino è segno che Dio vuole fare qualcosa per lei. Non è un caso... E stato pianificato da Dio. Dob­biamo sentirci, in coscienza, obbligati ad aiutare. Se un'anima desidera Dio, ha diritto che gli vengano of­ferti i mezzi per andare a Lui. Nessuno ha il diritto di ostacolarlo. Guardate la croce e capirete cosa significa anche una sola anima per Gesù.

31.    Lo zelo per le anime è il risultato e la prova del vero à more di Dio. Non possiamo che essere consu­mati dal desiderio di salvare le anime, la cosa che più di tutte sta a cuore a Gesù. Per cui, lo zelo è la prova d'amore e la prova dello zelo è la dedizione alla sua causa: spendere, cioè, tutta la vita e tutte le energie per la redenzione delle anime.
     

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