Schede di Cristalloterapia

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1. Se, giorno dopo giorno, ci dedichiamo al perfetto adempimento dei nostri doveri spirituali, Egli ci farà entrare gradualmente in una intimità più profonda per cui, anche fuori dal tempo dedicato alla preghie­ra, non troveremo difficoltà nel rimanere consapevoli della sua presenza divina. D'altro canto, l'abitudine diligente alla presenza di Dio, mediante fervorose ele­vazioni della propria anima a Lui durante le nostre occupazioni e i nostri momenti ricreativi, sarà ricom­pensata con grazie più abbondanti. Dobbiamo sfor­zarci di vivere soli con Gesù nel santuario interiore del nostro cuore.


2. Se aneliamo coscienziosamente alla santità, dopo aver pregato dovrà entrare in noi un sentimento di auto rinuncia. La forma più elementare di rinuncia di sé è il controllo sopra i nostri sensi. Dobbiamo prati­care la mortificazione interiore e le penitenze corpo­rali. Quanto siamo generosi con Dio nelle nostre mor­tificazioni?

3. Lo scopo di fare un ritiro è quello di progredire nella conoscenza e nell'amore di Dio, di purificare noi stessi, di riformare e trasformare la nostra vita secon­do la vita del nostro modello, Gesù Cristo. Questo sa­rà un momento di maggior silenzio, di preghiera più questa intensa fiducia con le parole: « Per questo vi dico, tutto quello che domandate nella preghiera, ab­biate fede di riceverlo e vi sarà accordato » (Mc. Il, 24). Perciò l'apostolo Pietro ci comanda anche di gettare sul Signore tutte le preoccupazioni ed egli provve­derà per noi. E perché Dio non dovrebbe preoccupar­si di noi, dal momento che ci ha mandato il Figlio e con Lui tutto il resto? Sant'Agostino dice: «Come po­tete dubitare che Dio non vi dia cose buone dal mo­mento che si è degnato per voi in Cristo di caricarsi del male dell'umanità?».

12. Questo deve suscitare in noi la fiducia nella Prov­videnza di Dio che protegge anche i fiori e gli uccelli. Certamente, se Dio nutre i piccoli dei corvi che stril­lano, se nutre gli uccelli che né seminano, né mietono, né accumulano nei granai, se veste i fiori del campo così splendidamente, quanto più si prenderà cura de­gli uomini che egli ha fatto a sua immagine e somi­glianza e ha adottato come figli, se soltanto noi agia­mo in conseguenza, osserviamo cioè i suoi comanda­menti e manteniamo sempre una confidenza filiale con Lui.

13. La conoscenza vi farà forti come la morte. Amate Gesù con generosità. Amatelo con confidenza, senza guardarvi mai indietro e senza paura. Donatevi a Ge­sù interamente... ed egli si servirà di voi per fare grandi cose a patto che crediate molto di più nel suo amore che nella vostra debolezza. Credete in Lui... abbiate confidenza in Lui con una fiducia cieca e assoluta, poiché è Gesù. Convincetevi che Gesù soltanto è la vita e che la santità non è altro che Gesù stesso che vive interiormente in voi con la sua grazia. Se avrete questo atteggiamento, E gli agirà liberamente con voi. Donatevi a lui con costanza, conformandovi in tutte le cose alla sua santa volontà che vi viene fatta conoscere attraverso il vostro superiore.

14. Amate Gesù con tutto il cuore. Servite Gesù con gioia e spirito lieto, mettendo da parte e dimenticando tutto ciò che vi angoscia e vi preoccupa. Per essere in grado di fare tutto questo, pregate con diligenza, come bambini, con un desiderio sincero di amare molto e far amare quell'amore che non è amato.

15. Confidate nel buon Dio che ci ama, che si preoc­cupa per noi, che vede tutto, che conosce tutto, che può fare ogni cosa per il mio bene e per quello di tutte le anime. Gesù mi chiede una cosa sola: che io mi ap­poggi a Lui; che in Lui soltanto ponga tutta la mia fi­ducia, che mi abbandoni a Lui senza riserve. Mi oc­corre mettere da parte tutti i miei desideri nello sforzo di tendere alla perfezione. Anche quando tutto va ma­le e mi sento come una navicella senza bussola, devo donarmi completamente a Lui.

16. Non devo cercare di controllare i movimenti di Dio; non devo contare le tappe del viaggio che Egli mi fa fare. Non devo esigere una percezione chiara dei miei progressi lungo il cammino, né volere conoscere con esattezza a che punto mi trovo sulla via della san­tità. Devo semplicemente chiedergli di farmi santo, anzi devo lasciare a Lui la scelta di quella santità stessa e ancor più la scelta dei mezzi che conducono ad essa.

17. Sono convinto dell'amore di Cristo per me? e del mio per Lui? Questa convinzione è come la luce del sole che fa scorrere la linfa della vita e fiorire le gem­me della santità. Questa convinzione è la roccia sulla quale è costruita la santità. Che dobbiamo fare per far nostra tale convinzione? Dobbiamo conoscere Ge­sù, amare Gesù, servire Gesù. Lo possiamo conoscere attraverso la preghiera, la meditazione e gli esercizi spirituali. Lo possiamo amare attraverso la santa Messa e i sacramenti e attraverso 1 intima unione del­l'amore.

18. Che cos'è la nostra vita spirituale? Un'unione d'amore con Gesù, in cui il divino e l'umano si identi­ficano completamente l'uno nell'altro. Tutto quello che Gesù mi chiede è di donarmi a lui in tutta la mia povertà e il mio niente.

19. « Sarò santo » significa: mi spoglierò di tutto ciò che non è Dio. Spoglierò il mio cuore e lo vuoterò di tutte le cose create; vivrò nella povertà e nel distacco. Rinunce­rò alla mia volontà, alle mie inclinazioni, ai miei sogni e alle mie fantasie e farò di me uno schiavo volontario della volontà di Dio. Sì, figli miei, questo è quanto pre­go ogni giorno - per ciascuno - che tutti noi si possa diventare liberi schiavi della volontà di Dio.

20. Oggi la Chiesa di Dio ha bisogno di santi. Ciò esige un grande senso di responsabilità in noi Sorelle, per combattere contro il nostro ego e il nostro attaccamento alle comodità che ci portano a scegliere una mediocrità comoda e insignificante. Dobbiamo sentir­ci obbligate a metterci con la nostra vita in competi­zione con Cristo; dobbiamo sentirci obbligate a essere guerrieri in san, poiché la Chiesa ha bisogno di gente battagliera, oggi. Il nostro grido di guerra deve essere «Combattere... e non fuggire, tenendo i piedi saldi sulla terra ».

21. Ogni giorno dovremmo rinnovare questa risolu­zione a crescere nel fervore, come se fosse il primo giorno della nostra conversione, dicendo: « Aiutami, Signore Iddio, nel mio buon proposito e nel tuo santo servizio e concedimi la grazia, oggi stesso, davvero e sinceramente di voler ricominciare, poiché quanto ho fatto sino ad oggi è nulla ». Questo è lo spirito col quale dovremmo iniziare il nostro giorno di revisione mensile.

22. Il nostro ideale non deve essere altro che Gesù. Dobbiamo pensare come pensa Lui, amare come Lui ama, desiderare come Lui desidera; dobbiamo permettergli di usarci totalmente. E bello vedere l'umiltà di Cristo: « Che pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua eguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo; divenendo simile agli uomini, apparso in forma umana...»

23. L'umiltà di Gesù si può constatarla nella man­giatoia, nell'esilio in Egitto, nella vita nascosta, nella difficoltà a farsi capire dalla gente, nel sottomettersi all'odio dei suoi persecutori, in tutta la tremenda sof­ferenza della sua Passione e morte, e ora, nel perma­nente stato di umiltà nel tabernacolo, dove si è ridotto a una minuscola particola di pane che il sacerdote può tenere con due dita. Più vuotiamo noi stessi, più spazio diamo a Dio, perché ci colmi di sé.

24. Non mettiamo orgoglio o vanità nel nostro opera­re. Il nostro lavoro è opera di Dio; i poveri sono i po­veri di Dio. Lavorate per Gesù e Gesù lavorerà con voi. Più dimenticate voi stessi, più Gesù penserà a voi. Più vi distaccate da voi stessi, più Gesù sarà at­taccato a voi. Ponetevi completamente sotto l'influen­za di Gesù cosicché nella vostra mente pensiate i suoi pensieri, compiate le sue opere per mezzo delle vostre mani... Sarete capaci di tutto con Lui che vi dà forza.

25. La Chiesa ha bisogno di « rinnovamento ». Rin­novamento non significa mutare alcune abitudini o alcune preghiere. Rinnovamento è fedeltà allo spirito delle costituzioni, uno spirito che ricerca la santità mediante una vita povera e umile, mediante l'eserci­zio di una carità sincera e paziente, mediante il sacri­ficio spontaneo e la generosità del cuore e che trova la sua espressione nella purezza e nell'innocenza.

26. Nelle nostre meditazioni dovremmo sempre chie­dere a Gesù: « Fammi divenire santo come lo è il tuo stesso cuore, mite e umile ». « Imparate da me », Egli insiste. Dobbiamo dirlo nello spirito con cui lo inten­deva Gesù. Ora lo conosciamo meglio attraverso le lezioni e le meditazioni sul Vangelo, ma lo abbiamo ca­pito nella sua umiltà? Ci ha affascinato la sua umil­tà? Ci attrae?

27. La conoscenza di noi stessi, ossia del bene che c'è in noi come pure del male, deve essere chiara. Ciascu­no di noi ha dentro di sé tanto bene e tanto male.

28. « Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose...» (Mi. 13, 45). Sì, abbia­mo promesso grandi cose ma cose ben più grandi ci sono state promesse. Siate fedeli a Cristo e pregate per ottenere la perseveranza. Ricordate di dire a voi stessi: « Sono stato creato per cose più grandi ». Non scendete mai al di sotto dell'ideale propostovi. Fate in modo che nulla vi soddisfi all'infuori di Dio.

29. Ringraziamo Dio per tutto l'amore che ha per noi, che ci dimostra in tante occasioni e in tanti modi. In cambio, come atto di gratitudine e di adorazione, siate determinati nel farvi santi, perché egli è santo. Ogni volta che Gesù ha voluto provare il suo amore per noi, è stato rifiutato dall'umanità. Prima della sua nascita, i suoi genitori avevano chiesto un luogo dove rifugiarsi e non lo trovarono.

30. Gesù viene in ciascuna delle nostre vite come pa­ne di vita... per farsi mangiare, per farsi consumare da noi. Ecco come ci ama. Inoltre Gesù entra nella vi­ta umana come colui che ha fame: l'altro! Colui che spera di essere sfamato con il pane della nostra vita, con i nostri cuori che amano e con le nostre mani che servono. Amando e servendo dimostriamo di essere stati creati a somiglianza di Dio, poiché Dio è amore e quando amiamo siamo simili a Dio. Questo è quan­to intendeva dire Gesù quando diceva: « Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli ».

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