Blog di Camminidiluce

Diario di Pensieri, Insegnamenti, semplici impressioni della comunità di Camminidiluce

Mi Amo

Mi Amo

Evocate dal tremendo richiamo

s’inchinano le immagini del passato,

ferme e immobili nei loro momenti

di sublimi sentimenti e nobili tormenti,

il ricordo sprofonda nel vuoto,

 senza tempo ne conforto…

 

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Il Silenzio (di Jiddu Krishnamurti)

Il Silenzio (di Jiddu Krishnamurti)
Silenzio

Il silenzio ha molte qualità.

C'è il silenzio fra due rumori, il silenzio fra due note e il silenzio che si allarga nell'intervallo fra due pensieri. 

C'è il singolare, quieto, pervadente silenzio che si diffonde in campagna alla sera ; c’è il silenzio nel quale si ode il latrato di un cane in lontananza o il fischio di un treno che arranca per una ripida salita; il silenzio che regna in una casa quando tutti sono andati a letto, e il suo particolare risalto quando ti svegli nel cuore della notte e ascolti un gufo gridare nella valle; e c’è il silenzio che precede le risposte della compagna del gufo.

C’è il silenzio di una vecchia casa abbandonata, e il silenzio di una montagna; il silenzio fra due esseri umani quando hanno visto la stessa cosa, sentito la stessa cosa, e agito. 

Quella notte, specialmente in quella valle remota con le antichissime colline e i loro macigni di forma singolare, il silenzio era reale come la parete che toccavi. E tu guardavi dalla finestra le stelle luccicanti.

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A Scuola dallo Stregone (P.7) Chiarezza Mentale

A Scuola dallo Stregone (P.7) Chiarezza Mentale
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Un uomo di sapere possiede la chiarezza mentale

La chiarezza mentale è il tema che fornisce un sen­so di direzione.

Il fatto che tutte le azioni siano preco­stituite significa che l'orientamento nell'ambito delle conoscenze trasmesse è ugualmente prestabilito.

Di conseguenza, la chiarezza mentale fornisce soltanto un senso di direzione, riconfermando continuamente la validità del percorso intrapreso attraverso le idee co­stitutive di

1 libertà di cercare una strada,

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A Scuola dallo Stregone (P.5) I 4 Nemici Naturali

A Scuola dallo Stregone (P.5) I 4 Nemici Naturali
Paura

«Quando un uomo comincia a imparare, non ha mai obiettivi chiari. Il suo scopo è impreciso, il suo intento vago. Spera di ricevere compensi che non si materia­lizzeranno mai, perché non sa ancora nulla delle diffi­coltà che bisogna affrontare per imparare.

«Piano piano inizia a imparare, all'inizio un poco al­la volta, poi più velocemente. Presto i suoi pensieri coz­zano, perché quello che impara è diverso da ciò che si era immaginato, o su cui aveva fantasticato, e così ini­zia ad avere paura. Imparare non è mai come uno se lo aspetta. Ogni fase rappresenta un nuovo compito, e la paura provata dall'uomo comincia ad aumentare sen­za pietà, inesorabilmente. Il suo scopo diventa un campo di battaglia.

«Ecco che si imbatte nel primo dei suoi nemici natu­rali: la Paura! Un nemico terribile, insidioso e difficile da sconfiggere. Si nasconde dietro ogni angolo, vaga in cerca di una preda e aspetta. Se l'uomo, terrorizzato dalla sua presenza, fugge via, la sua ricerca sarà com­promessa per sempre.»

«Che cosa succede all'uomo che fugge in preda al pa­nico?»

«Niente, a parte il fatto che non imparerà mai. Non diventerà mai un uomo di sapere. Forse sarà un pre­potente, o un innocuo vigliacco; in ogni caso, sarà un uomo sconfitto. Il suo primo nemico avrà messo fine ai suoi desideri.»

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A Scuola dallo Stregone ( prima parte)

A Scuola dallo Stregone ( prima parte)
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Se dovessi dare una descrizione sintetica di quello che feci nella mia ricerca sul campo direi che lo strego­ne indiano Yaqui, don Juan Matus, mi trasmise l'uni­verso conoscitivo degli sciamani dell'antico Messico che chiamava cognizione. Con questo termine si inten­dono i processi che governano la consapevolezza della vita di tutti i giorni, processi che comprendono la me­moria, l'esperienza, la percezione e l'uso competente di qualsivoglia sintassi.

All'epoca, il concetto di cognizio­ne rappresentava l'ostacolo maggiore. Per un occiden­tale istruito come me era inconcepibile pensare che la cognizione, quale è definita nella speculazione filosofi­ca moderna, fosse qualcosa di diverso da un processo omogeneo e onnicomprensivo, valido per tutta l'uma­nità.

L'uomo occidentale è disposto ad ammettere dif­ferenze culturali che spieghino modi curiosi di descrivere i fenomeni, ma le differenze culturali non potreb­bero mai giustificare l'esistenza di processi legati alla memoria, all'esperienza, alla percezione e all'uso com­petente della lingua diversi da quelli che conosciamo.

In altre parole, per l'uomo occidentale esiste la cogni­zione solo come insieme di processi generali.

Per gli stregoni della stirpe di don Juan, invece, c'è la cognizione dell'uomo moderno e la cognizione degli sciamani dell'antico Messico.

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