Le Sette leggi della Sacra Pipa

Le Sette leggi della Sacra Pipa

La Sacra Pipa è considerata uno degli oggetti più importanti e sacri per molti popoli Nativi.
Quella più conosciuta è il Calumet della pace, che veniva fumato per qualsiasi trattato o accordo di pace, divenne appunto famoso durante le guerre tra Nativi e Bianchi immigranti.


C'è però da precisare che il rito della Sacra Pipa e la Sacra Pipa stessa hanno un valore per in Nativi che va oltre quello ritenuto da molte persone, un valore soprattutto Spirituale; infatti la Sacra Pipa viene fumata in moltissimi altri riti e celebrazioni.


La Chanupa (chamata così dai Lakota) è considerata al pari di un essere vivente, appartenente a Madre Terra: essa è simbolo dell'unione tra Cielo e Terra, sempre costituita di due parti, il cannello (considerato la parte maschile- generalmente in legno) e il fornello (parte femminile-in pietra) che insieme creano la vita.


Per questo motivo quando non viene usata le due parti vengono tenute separate.

Le Sette leggi della Sacra Pipa

Birgil Kills Straight-Oglala Lakota"

“Sette sono le Sacre Leggi che regolano la vita del Popolo Lakota, che ci furono donate, insieme alla Sacra Pipa dalla Donna del Bisonte Bianco.

Sette sono le Sacre Cerimonie che ci venivano insegnate, coì da poter vivere in armonia con l’universo.Sette sono poi le Stelle dell’Orsa Maggiore, che rappresentano i capostipiti dei gruppi che costituiscono il Consiglio dei Sette Fuochi e sette sono le suddivisioni dei Tetonwan, “coloro che che vivono nella prateria”.

b2ap3_thumbnail_greatspiritha2.jpgSette sono i luoghi sacri situati in Cante Wamakognake, ossia il “Cuore di tutto ciò che esiste”, le Paha Sapa, le Colline Nere. Ad ognuno di questi luoghi sacri corrispondono poi le Sette Sacre Costellazioni del Cielo.

Sette sono infine le Stelle Pleiadi, luogo in cui vivevano i Lakota quando ancora appartenevano al Mondo dello Spirito”.

Una delle storie più belle che i bambini Lakota, sentivano raccontare dai nonni, nelle fredde serate invernali, seduti attorno al fuoco, era quella della Donna del Bisonte Bianco.

Si narra di come, tante generazioni orsono , il Popolo Lakota vivesse in grande difficoltà. Si soffriva la fame, si litigava, i fratelli combattevano fra di loro. Persino gli inverni sembravano più gelidi e duri da superare.

Fu proprio in una di quelle fredde stagioni che due cacciatori, lasciarono il campo alla ricerca di bisonti da cacciare. Per giorni e giorni, cercarono tracce, ma senza risultato. Quando delusi, decisero di ritornare al campo, notarono una figura solitaria che si avvicinava da Ovest.

Questa figura aveva una strana andatura; non il normale modo di camminare degli uomini, ma uno strano fluttuare, il chè convinse i due cacciatori che doveva trattarsi di un’entità sacra. Quando giunse a breve distanza dai due Lakota, essi si accorsero che si trattava di una donna bellissima, che indossava un candido abito di pelle di daino ricamato superbamente con aculei di porcospino, dai colori brillanti.

Portava lunghi capelli, neri, lucenti, sciolti sulle spalle, ad eccezione di una treccia, sul fianco sinistro, avvolta con pelle di bisonte. Alle mani teneva un ventaglio fatto di rametti di salvia e portava appeso alla schiena un involucro fatto di pelle.

La sua superba bellezza generò in uno dei due cacciatori il desiderio di possederla, mentre l’altro, con timore reverenziale le tributò il rispetto che si conviene ad un essere sacro.

La Donna, rivolgendosi al primo cacciatore, disse che, se proprio voleva, avrebbe potuto avere ciò che tanto desiderava, ma per questo la sua vita si sarebbe consumata in brevissimo tempo.

Infatti, di lì a pochi istanti, il corpo dell’uomo si dissolse, riempiendosi di vermi e lasciando di sè soltanto un mucchietto di ossa rinsecchite.

L’altro cacciatore terrorizzato per quanto era accaduto al compagno, venne tranquillizzato dalla donna, la quale, con tono dolce gli disse di tornare dalla sua gente , di radunare gli anziani, i capi e gli interpreti spirituali in un ampio cerchio, in mezzo al quale avrebbero dovuto erigere un grande tipi.

Il giorno successivo, la Donna avrebbe fatto visita al Popolo, portando in dono un oggetto e degli insegnamenti, che avevano lo scopo di ricordare per sempre alla gente Lakota la sacralità della vita.

Così infatti avvenne. La mattina seguente, una volta entrata nel cerchio campale, la Donna fece il suo ingresso nel tipi e sedette al posto d’onore, dove era stata cosparsa della salvia.

Per prima cosa, dal fardello che portava sulla schiena estrasse una grossa pipa con il cannello di legno e il fornello di pietra rossa, ornato con penne d’aquila chiazzata. Spiegò loro che il fornello, ricavato dalla pietra, rappresentava la terra e il sangue del popolo, mentre il cannello, intagliato nel legno, simboleggiava tutti gli esseri che vivono sulla terra.

Le penne d’aquila, oltre che il simbolo del Popolo degli Alati, rappresentavano il messaggio di b2ap3_thumbnail_img2012062814104180.jpgTunkasila, l’Essere Supremo. Mostrò loro come avrebbero dovuto usare la pipa, durante le preghiere, offrendola prima alle Quattro Direzioni, poi al Cielo e quindi alla Madre Terra.

Spiegò come il fumo che usciva dalla pipa avrebbe portato in alto, salendo verso il cielo, le loro preghiere e le loro voci.


Dopo di ciò parlò ai Lakota delle Sette Sacre Cerimonie che da allora in avanti, avrebbero rappresentato il centro della loro religione e mostrò come celebrarle. Poi parlò di come ogni individuo avrebbe dovuto assolvere il suo compito dapprima all’interno della famiglia, poi nell’ambito della nazione.

A tale scopo sono state date le Sette Sacre leggi, dicendo che solo la stretta osservanza di queste regole avrebbe permesso al popolo Lakota di vivere una vita armoniosa ed equilibrata. Quando ebbe finito, uscì dal suo tipi, compiendo un giro secondo il cammino del sole, si diresse verso i margini del cerchio del campo.

Si girò un’ultima volta a guardare la sua gente e non appena ebbe superato il limite del campo, si tramutò in un maschio di bisonte dal colore nero. Inizò’ a galoppare nella stessa direzione da cui era venuta, quindi mutò il colore del suo manto prima marrone, quindi rosso, per poi trasformarsi definitivamente in un bisonte bianco che scomparve all’orizzonte.

Quella fu la prima e l’ultima volta che qualcuno la vide, e di lei nessuno ebbe piu’ notizie.            I concetti espressi dalle Sette Sacre leggi che la Sacra Donna ha donato al Popolo Lakota sono profondi ma anche semplici.


La prima Legge e’ Wacante Ognake, che significa “Portare nel Cuore il bene del Popolo”. E’ quindi un invito alla generosita’. Non si possiede la terra, ma noi apparteniamo alla terra. Ne siamo i custodi. E la stessa cosa vale per tutte le forme di vita che la popolano.


La seconda Legge, importantissima deve quasi diventare una seconda pelle per i Lakota. Wawoyuonihan, “Rispettare ed amare tutte le creature che ci circondano”, siano esse del Popolo a Due Gambe, siano esse del Popolo a Quattro Gambe, del Popolo degli Alati, del Popolo dei Pesci, del Popolo dei Vegetali o Minerali.
Il significato di Wacin Tanka e’ “Avere una grande mente”. 

Questa e’ la terza legge che ricorda ai Lakota di essere pazienti e tolleranti.

La Quarta legge, Wowahunsila, insegna ad avere pietà e compassione verso tutte le creature, oltre che ad amarle e rispettarle.

La parola che definisce la Quinta legge e’ un invito alla modestia e all’umiltà: Wowahwala.

Chi vuole possedere umiltà e la modestia deve essere silenzioso e quieto. Al centro della parola, troviamo il suono “hwa”, che significa “addormentarsi”. Infatti il sonno e’ anche un’ulteriore ricerca di comprensione. Ed e' anche attraverso i sogni e le visioni che bisogna cercare di capire quello ce avviene attorno a noi.

b2ap3_thumbnail_265118_475107865858312_1917577564_n.jpgLa Sesta Legge e’ Woohitike e ci ricorda che dobbiamo essere arditi, coraggiosi e senza paura. Non dobbiamo temere di vivere secondo i nostri principi.

L’ultima e settima legge e’ Woksape…la ricerca della saggezza.

Riusciremo a raggiungere questo stato soltanto se saremo riusciti a vivere rispettando le prime sei leggi. Per ricordare a noi stessi l’importanza che queste regole racchiudono, ogni notte dobbiamo alzare gli occhi al cielo e guardare il luogo da cui siamo venuti: le Pleiadi.

E per non dimenticarci mai l’importanza di vivere una buona vita, guardiamo la Sacra Pipa e guardiamo alla donna, che consideriamo sacra.

Le Sette Sacre Cerimonie che la Donna del Bisonte Bianco ci insegnò, spiegando che si trattava di sette diversi modi che i Lakota avrebbero avuto da allora in poi, per inviare le voci a Tunkasila, rappresentano ancora oggi, l’essenza della religione Lakota.

Vota:
un Pensiero di don Tonino, Vescovo di Molfetta
La Ruota di Medicina

Related Posts

 

Commenti (0)

There are no comments posted here yet

Lascia i tuoi commenti

Posting comment as a guest. Sign up or login to your account.
Allegati (0 / 3)
Share Your Location
Digitare il testo presente nell'immagine qui sotto. Non è chiaro?

Visita il Nostro Negozio

Seguici su Facebook!