La Tecnica Sessuale dello Yoga Tantriko indo-tibetano 3 parte

La Tecnica Sessuale dello Yoga Tantriko indo-tibetano 3 parte

Occorre animare il corpo morto e risuscitarlo per moltiplicare la sua potenza all’infinito.
Un'eccessiva perdita energetica dovuta all'orgasmo sperimentato senza alcuna consapevolezza porta all'indebolimento dei reni e delle ghiandole surrenali, che vengono considerate la chiave regolatrice della potenza sessuale e dello stato di vitalità dell'intero corpo fisico.

Infatti le ghiandole surrenali producono una varietà di ormoni di fondamentale importanza per vari processi metabolici e per le funzioni fisiologiche.

b2ap3_thumbnail_Tantra_032.jpgIn occidente eiaculazione e orgasmo sono sinonimi, mentre nelle tradizioni del Tantra indiano e del Tao cinese orgasmo ed eiaculazione costituiscono due manifestazioni separate e controllabili a volontà dall'individuo, maschio o femmina che sia.

Attraverso la pratica costante del « ricordo di sé » applicato al momento dell'orgasmo si può giungere a un livello di padronanza di sé e a una confidenza tale con quell'evento da essere in grado a un certo punto di convertire l'eiaculazione da processo involontario a volontario.

Una volta divenuti più esperti nel mantenere la presenza dovuta al ricordo di sé durante l'orgasmo, si può procedere con gli esercizi che hanno come scopo l'orgasmo senza eiaculazione, cioè l'indirizzamento cosciente dell'energia sessuale verso i corpi superiori e i chakra superiori che ne consentono lo sviluppo.

Tali « centri di forza » superiori sono: il Cuore, all’altezza del centro del petto (ghiandola: il timo); la gola, alla base del collo (ghiandola: tiroide) e i tre centri della testa.

Nella testa si trovano: il « centro Coronale » in posizione centrale alla sommità del capo (ghiandola pineale o epifisi); il « Terzo Occhio », dentro la testa all’altezza del punto di incontro delle sopracciglia (corpo pituitario o ipofisi); il « centro Alta Major », dietro la testa a metà della nuca, nel bulbo rachideo fra la base del cranio e la prima vertebra (ghiandole paratiroidi, anche dette ghiandole carotidee).

Come per il ricordo di sé, all'inizio è consigliabile cominciare a esercitarsi durante la masturbazione, quando mantenere la concentrazione è più semplice, per poi passare a cunnilingus e fellatio e quindi al rapporto completo.

Si rammenti che tali pratiche non vanno eseguite né come atti di lascivia, né come b2ap3_thumbnail_Tantra_039.jpgmeri esercizi energetici, bensì come autentici rituali di ordine sacro.

Sia nel corso della precedente preparazione per mezzo del ricordo di sé, sia durante i presenti tentativi di indirizzare "verso l'alto" l'energia sessuale, l'atteggiamento del praticante, o dei praticanti, deve sempre essere quello di un « sacerdote » che officia un rito di Alta Magia.

Perché questo è, negli effetti, ciò che sta accadendo. Egli, nel lavorare con i fluidi sessuali, sta operando con l'energia più elevata e più potente dell'Universo: l'energia creatrice, datrice di vita.

Essa, se correttamente veicolata, mette l'uomo direttamente - senza intermediari - in contatto con la Presenza Divina, fino all'identificazione completa dell'individuo finito e mortale con l'Assoluto infinito e immortale.

Ecco la tecnica dell'orgasmo senza eiaculazione:
Alcuni secondi prima di giungere all'acme del piacere, quando si sente l'energia orgasmica che invade il corpo, ma non sono ancora cominciate le contrazioni eiaculatorie, si porta l'attenzione ai genitali immaginando l'energia che invece di fluire verso l'esterno, inizia a scorrere verso l'interno, cioè dalla vagina, o dalla base del pene, verso il coccige, la base della colonna vertebrale.

Ci si può aiutare immaginando l'energia come un flusso di luce bianca che passa prima dagli organi genitali al coccige, e poi dal coccige sale lungo la colonna vertebrale fino a raggiungere il chakra del Cuore, il chakra della gola e finire poi nei chakra della testa.

I primi tentativi sortiscono di solito scarsi effetti, ma non si deve desistere, perché la ripetizione di questa visualizzazione protratta per un gran numero di volte in corrispondenza di ogni rapporto sessuale fa sì che dopo un certo tempo si possa cominciare a percepire chiaramente l'energia orgasmica muoversi verso l'interno del corpo anziché verso l'esterno.

A un certo punto si avverte il « fuoco sacro » che scorre nella direzione contraria a quella cui è abituato. In seguito l'individuo assume un controllo sempre maggiore sui muscoli eiaculatori, che divengono con la pratica da involontari a volontari, e pertanto riesce a veicolare interamente l'orgasmo verso il suo interno e lungo la colonna vertebrale, evitando l'eiaculazione esteriore e la conseguente fuoriuscita di fluidi.

b2ap3_thumbnail_Tantra_024.jpgQuesto prendere possesso della propria sfera sessuale è uno dei significati espressi nei detti occulti « cavalcare la tigre » e « vincere il Drago ». Nell'eseguire tali tentativi durante il rapporto completo i due partner, di norma, effettuano delle pause poco prima e anche durante l'orgasmo, per non perdere il controllo e non eiaculare; una volta conclusa l'azione orgasmica si può ricominciare il rapporto anche subito e il maschio non si stacca mai dalla compagna in quanto non perde l'erezione!

In alcune forme rituali la pratica dell’orgasmo senza eiaculazione viene sostituita dall’atto del bere lo sperma, i liquidi vaginali e il sangue mestruale mescolati insieme a formare l’« ambrosia » o « amrita », la quale si suppone possa fungere da elixir di eterna giovinezza. Nel gergo alchemico tradizionale il Mercurio può essere simbolico del seme maschile, lo Zolfo del sangue uterino e la Mica delle emissioni sessuali femminili.

Senza nulla togliere all’importanza e all’indubbia efficacia di tali operazioni magiche in un contesto cerimoniale dove l’evocazione di determinate « forze » esige che gli adepti provochino in se stessi – a mezzo di mantra, profumi, visualizzazioni e l’assunzione di tale « amrita » - precisi stati dell’animo allo scopo di entrare in risonanza con le entità evocate, si vuole però far notare che l’assimilazione esteriore del seme, così come degli altri fluidi, non è che l’espressione più exoterica e popolare del rito tantrico tradizionale.

Il rito del bere i fluidi sessuali e il mestruo ha origini antichissime, proviene dall’India vedica più occulta (se ne tratta ampiamente nell’opera “Il corpo alchemico” di White) ed è stato poi assunto, passando per l’Egitto, in talune confraternite esoteriche occidentali.

La potenza di tali fluidi sacri è indubbia ed essi possono venir utilizzati come mezzi invocativi ed evocativi, sia di basse entità astrali che di esseri angelici o forze spirituali.

I fluidi sacri sono adoperabili anche come «pozioni magiche» capaci di guarire dalle infermità e arrestare gli effetti dell’invecchiamento, oppure, dall’altra parte, allo scopo di causare malattie ai propri nemici o creare “legature d’amore”, ma solo se preparati seguendo precisi rituali “bianchi” o “neri” (in questo secondo caso si parla b2ap3_thumbnail_Tantra_045.jpgdi stregoneria). L'« amrita » prodotta con tale mistura interviene anche nella costruzione del « corpo astrale » dell'essere umano. Se tali fluidi provengono da una donna e un uomo che operano in stato di ricordo di sé, se la mistura viene bevuta regolarmente in uno stato di ricordo di sé, e indirizzata a tale scopo da una ferma Volontà, magari con l'aggiunta di sigilli e parole di potere a conoscenza del mago, favorisce la fissazione del « corpo astrale » e il trasferimento della coscienza in esso.

L'utilizzo di tale corpo consente al mago/alchimista di viaggiare in astrale e di conservare la sua coscienza intatta subito dopo la morte.

Ma anche questo è un corpo fatto di materia e pertanto deperibile, quindi consente la "sopravvivenza" dopo la morte, ma non l'immortalità.

Non è infatti da confondersi con il « corpo di gloria », che è il corpo dell'anima immortale. Il vero mago, sia esso maschio o femmina, assume però tali sostanze « ritenendole in sé » per mezzo dell’orgasmo senza eiaculazione, e sa bene che solo questa è la pratica più occulta ed efficace, sia nella fissazione del « corpo astrale » che nella fabbricazione del « corpo di gloria ».

Padroneggiarla è tremendamente difficile e richiede capacità di concentrazione e presenza sovranormali che si acquisiscono solo dopo anni di sforzi e che fanno del praticante un vero « sacerdote ».

Risulta più che mai evidente che l’immortalità non è uno stato che può esser dato dall’esterno, né grazie all’assunzione di una sostanza né in virtù dell’intervento di un’entità superiore evocata per mezzo di un cerimoniale.

L’immortalità è una terribile conquista conseguente a una trasformazione radicale dell’Io: l’uomo MUORE ai desideri del suo piccolo Io e rinasce alla Volontà del suo Sé animico.

Uno degli scopi di questo metodo è di consentire l'aumento dell'energia vitale del corpo evitando di perderla attraverso la fuoriuscita dei liquidi orgasmici. Rapporti sessuali giustamente disciplinati dalla pratica dell'orgasmo senza eiaculazione mantengono alta l'energia dei reni e dei surreni; il che previene la perdita dei capelli, il corrugarsi della pelle, lo scarso tono muscolare, l'osteoporosi, l'impotenza sessuale.

Per di più l'alto livello di vitalità così ottenuto rende il sistema immunitario praticamente inattaccabile da agenti esterni. Virus e microbi potranno entrare nel corpo – ciò che è inevitabile - ma una volta qui non saranno in grado di nuocergli in alcun modo.

b2ap3_thumbnail_Tantra_053.jpgSi tenga anche in considerazione il fatto che la capacità del maschio di non eiaculare durante l'orgasmo risolve problemi di ordine pratico legati alla contraccezione: quando si è divenuti completamente padroni di tale tecnica non è più necessario l'uso del preservativo o l'assunzione della pillola anticoncezionale da parte della donna.

Ma ciò che più interessa l'alchimista è che tutta questa energia, attraverso un processo di trasmutazione, accelera la cristallizzazione dei suoi corpi sottili, espandendo così la sua coscienza verso una condizione di perenne gioia e innamoramento nei confronti di tutto e di tutti. 

Il grado di gioia quotidiana in cui il mago ora vive è la misura della bontà del suo lavoro alchemico. Quando egli, al termine di questa fase del processo, ha trasferito la sua coscienza nel corpo dell'anima al punto di potersene servire nei mondi spirituali con la stessa dimestichezza con cui ora si serve del corpo fisico nel mondo fisico, può affermare di aver bevuto l'Elixir della Vita Eterna ed essere approdato all'immortalità.

La sua coscienza sopravviverà alla dissoluzione del corpo fisico, e quindi, in tal senso, egli non è più soggetto alla morte.

Tutto il processo descritto in questo capitolo va condotto parallelamente al lavoro sull’osservazione e il ricordo di sé e al lavoro sulla trasmutazione delle emozioni negative.

Se non si opera in tal modo si rischia di perdere in pochi minuti di scellerata irritazione o incontrollabile depressione tutta l'energia guadagnata in mesi di impegno volto ad applicare questa o altre tecniche miranti alla costruzione del corpo astrale o del « corpo di gloria ».

Si verificherebbe allora l'equivalente del versare acqua in uno scolapasta. b2ap3_thumbnail_Tantra-034.jpgL'aspirante attento si guarderà bene dal cadere in simili tranelli. Oltre a evitare tale dispersione, l'aver acquisito padronanza sulle emozioni e l’aver lavorato a lungo con il ricordo di sé risulta indispensabile affinché si strutturi un « centro di gravità permanente », un Sé forte dalla volontà inamovibile, privo di odio e di paura, capace di prendere il posto del piccolo Io e governare se stesso e le situazioni esterne.

L’afflusso di energia derivante dall’orgasmo senza eiaculazione, se correttamente veicolato verso i chakra superiori, conduce inoltre all'espressione della genialità: il mago diviene sempre più intuitivo e creativo nel pensare e nell’agire.

La sua intelligenza e la sua attitudine a operare in maniera originale vengono straordinariamente potenziate e rimangono intatte sino in tarda età.

Percepire la Bellezza e provare l’ « estasi estetica » è uno dei fini principali della Grande Opera. Non avrebbe infatti alcun senso divenire immortali e non essere capaci di nutrirsi della Bellezza del cosmo ad ogni secondo.

Non è forse il misero destino di un vampiro quello di non poter morire e al contempo trascinarsi nella solitudine, nella paura e nell’angoscia? Tutti gli straordinari sforzi autocoscienti volti a vincere la morte sono giustificati solo nel momento in cui il mago si è liberato delle emozioni più basse e vive le sue giornate invaso dalla gioia e dall’amore.

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