Il Tesoro dei Cantici (Tilopa)

Il Tesoro dei Cantici (Tilopa)

Omaggio al glorioso Essere Adamantino.

Omaggio al Grande Sigillo, autocoscienza immutabile.

Tutti i fattori dell’esistenza scaturiscono dalla sostanza del Grande Sigillo e lì si dissolvono.

Essa non è qualcosa e non è neppure nulla, perché è al di là di qualsiasi determinazione. Siccome non è conoscibile mentalmente, non ricercarne il significato.

Tutti i fenomeni sono per loro natura falsi, perciò non sono da abbandonare né all’inizio né alla fine [del cammino spirituale].

Qualsiasi cosa la mente possa conoscere, qui non è considerato come il vero modo d’essere della realtà: la realtà autentica non è [fatta conoscere] dal maestro né è [conosciuta] dal discepolo.

Non concepire quello stato come cosciente e neppure come incosciente, piuttosto comprendi che esso è l’uno privo di molteplicità. Ma se ti aggrappi anche all’uno sarai legato proprio da quello.

b2ap3_thumbnail_CamminidiLuce_0062.pngIo, Tilopa, non ho nulla da insegnare. Non me ne sto isolato, ma non sono senza isolamento.

I miei occhi non sono aperti, ma neppure chiusi. La mia coscienza non è alterata, ma neppure incorretta.

Renditi conto che lo stato naturale non è conoscibile mentalmente.

Se comprendi che esperienze, ricordi e conoscenze sono qualcosa di falso rispetto alla realtà autentica indeterminabile, lascia che tutti questi fenomeni sorgano e si dissolvano liberamente.

Non c’è proprio nulla né da eliminare né da conquistare, né da ottenere né da rifuggire.

Non rimanere nella foresta a praticare l’ascetismo. La felicità non può essere trovata tramite le abluzioni e la purità rituale.

Neppure il culto delle divinità ti farà ottenere la liberazione.

Comprendi quel rilassamento in cui non si afferra né si abbandona alcunché.

La meta è la consapevolezza della propria vera natura.

Nell’istante in cui si consegue questa comprensione non c’è più alcuna via da seguire.

Le persone ordinarie che non capiscono ricercano la meta altrove.

Felicità è trascendere speranza e timore.b2ap3_thumbnail_CamminidiLuce_0072.jpg

Quando si dissolve la propria identificazione mentale cessa la visione dualistica.

Senza pensare, immaginare, esaminare, giudicare, meditare, agire, sperare e temere, le fissazioni mentali si dissolvono spontaneamente.

È così che si consegue lo stato primordiale.

Il Tesoro dei cantici fu composto da Tilopa e tradotto in tibetano autonomamente dal maestro indiano Vairocanaraksita.

[traduz. di Giuseppe Baroetto]

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